Cinque per mille: 250mila italiani scelgono ANPAS

Cinque per mille, gli italiani scelgono il volontariato di prossimità: Anpas terzo posto per numero di scelte nel 2013 

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Cinque per mille, gli italiani scelgono il volontariato di prossimità: Anpas terzo posto per numero di scelte nel 2013. Oltre cinque milioni di euro derivanti dalle firme di 253.879 italiani, nel 2013 hanno dato fiducia a 648 pubbliche assistenze Anpas. Sono i dati emersi dagli elenchi con i dati relativi alle preferenze espresse dai contribuenti nel 2013 per la destinazione del 5 per mille e pubblicati dall'Agenzia delle entrate.

Quest'anno il movimento delle pubbliche assistenze Anpas è al terzo posto per numero di scelte e al quinto posto per importi concessi: Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Trentino Alto Adige, Marche, Piemonte e Liguria le regioni con il maggior numero persone che hanno scelto di dar fiducia alle pubbliche assistenze Anpas.

Cosa finanzia il 5 per mille dato alle pubbliche assistenze Anpas. Ambulanze nuove, allestimenti, defibrillatori, idrovore, corsi di formazione di primo soccorso: i fondi raccolti dalle donazioni del cinque per mille vengono investiti dalle pubbliche assistenze in beni e materiali che vengono poi utilizzati per migliorare i servizi, per rinnovare mezzi e per innovare attività e organizzazione. 

“Un dato significativo che anche nel 2013 ha riconosciuto il radicamento territoriale delle nostre pubbliche assistenze e di un movimento che da oltre centodieci anni è vicino ai bisogni delle persone e delle comunità”, dichiara Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas. “Il 5 per mille costituisce una delle poche fonti di entrata certa per le associazioni di volontariato e la semplificazione delle procedure di iscrizione al 5 per mille al quale ancora troppe associazioni fanno fatica ad accedere” continua Pregliasco. "Dobbiamo però unirci alle dichiarazioni del Forum del Terzo Settore alla luce della decisione della Commissione Bilancio della Camera che ha dichiarato non ammissibili tutti gli emendamenti che prevedevano una differenziazione tra un 5 per mille destinato alla scuola e uno destinato al non profit: questa nega al contribuente ogni possibilità di scelta rispetto alla destinazione delle risorse del 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi".

Secondo il Portavoce del Forum del Terzo Settore, Pietro Barbieri: "L’estensione della platea dei beneficiari del 5 per mille al sistema scolastico nazionale a partire dal 2016, prevista dal Ddl sulla Buona Scuola, è una scelta sbagliata, che rischia di creare confusione e di danneggiare o le scuole o gli enti non profit.  Plaudiamo alla possibilità di ulteriori sistemi di finanziamento alla scuola pubblica, ma così come esiste lo strumento dell’8 per mille per sostenere le confessioni religiose e quello, di recente introdotto, del 2 per mille a favore dei partiti politici, vorremmo che venisse introdotta una misura specifica per le scuole, distinta da quella per  gli enti non profit, in linea con il principio di sussidiarietà fiscale e per offrire ai cittadini contribuenti degli efficaci strumenti di sostegno e finanziamento delle scuole così come delle attività e dei progetti del terzo settore, della ricerca scientifica e dei beni culturali”.

Gli elenchi dell'Agenzia delle   entrate 

In rete gli   elenchi con i dati relativi al numero delle preferenze espresse dai   contribuenti
  nel 2013 per la destinazione del 5 per mille e gli importi attribuiti agli   enti che hanno
  chiesto di accedere al beneficio -
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Fonte: anpasnazionale.org