Cultura della prevenzione e comunicazione del rischio

L’ultimo articolo di Gabrielli come Capo della Protezione Civile

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Per una efficace informazione in emergenza è fondamentale un costante e paziente lavoro di comunicazione del rischio in tempo di pace. E di educazione dei cittadini, di tutte le età, a una più corretta convivenza con i rischi esistenti sul territorio.

Credo che intorno a questo nodo cruciale l’intero servizio nazionale della protezione civile – quindi tutti i livelli di governo del Paese – dovrebbe compiere delle scelte strategiche e investire nel medio-lungo termine: solo comunità consapevoli, informate, formate sui comportamenti corretti da tenere prima, durante e dopo un evento calamitoso possono esigere dai propri amministratori l’adeguata attenzione ai temi di protezione civile e di tutela dei beni e del territorio.

Adeguata attenzione da rivolgere non sempre e solo all’ultimo respiro, quando l’acqua è ormai entrata ai primi piani delle abitazioni costruite nelle aree golenali dei fiumi, ma per tempo, quando serve compiere delle scelte, stilare l’elenco delle priorità per le proprie comunità. Senza conoscenza, infatti, non potrà mai scattare la molla dell’impegno da parte della cosiddetta società civile, molla che spesso è lo stimolo principale per l’azione dei governanti.

Una consapevolezza che parte da una considerazione: non siamo più, per fortuna, al tempo dell’accorato, quanto disarmante, «Fate Presto» urlato pochi giorni dopo il terremoto del 1980, ma vogliamo essere, convintamente, il Servizio nazionale caratterizzato dal «Facciamo prima».

Franco Gabrielli
Già Capo Dipartimento Protezione civile, ora Prefetto di Roma

 

(Fonte: volontariatoggi.info)

 

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