Barilla, una cucina mobile per le emergenze della Protezione Civile

Barilla, una cucina mobile per le emergenze della Protezione Civile -Le prime ore che seguono un'emergenza sono le più difficili. Ecco da dove nasce la volontà...

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Le prime ore che seguono un'emergenza sono le più difficili. Ecco da dove nasce la volontà di sviluppare il progetto “Cucina Mobile” realizzato da Barilla con la Protezione civile di Parma. Su un vecchio camion Barilla è stata allestita una cucina mobile in grado di offrire 500 pasti caldi all'ora. La struttura snella di primo soccorso è in grado di intervenire in luoghi colpiti da dissesti naturali al massimo a quattro ore dalla chiamata con la possibilità di preparare e somministrare alimenti nelle prime 72 ore (la fase acuta della calamità) sia ai volontari della Protezione civile sia alla popolazione colpita. La colonna mobile è dotata di un "modulo" dedicato a persone celiache.

Il progetto è stato voluto dalla famiglia Barilla per tradizione sensibile e attenta alla missione della Protezione civile. Nel 2009, a seguito del terremoto dell'Aquila, si sono sviluppati rapporti intensi di cooperazione tra Barilla e la Protezione Civile.

Il vice presidente del Gruppo, Paolo Barilla, è andato a trovare volontari e persone colpite dal terremoto in Abruzzo ed è stato presente in occasione dell'inaugurazione, nel 2010, della Cittadella Scolastica di San Demetrio ne' Vestini, dove l'azienda ha contribuito alla costruzione della nuova palestra. Nel 2012, dopo il sisma che ha colpito l'Emilia, Barilla era in prima fila nella realizzazione di una cucina all'interno dei campi di Rovereto di Novi e nella fornitura di prodotti.

Oltre al contributo economico per la realizzazione della colonna mobile, la vera novità del progetto sono gli "angeli" Barilla. I dipendenti del gruppo, infatti, sono stati coinvolti in un corso di formazione per diventare volontari base della Protezione civile e per contribuire, qualora ce ne sarà necessità, al funzionamento della colonna. Finora circa 80 persone hanno partecipato a cinque giornate di formazione.

«Questo impegno – commenta Paolo Barilla, vice presidente del gruppo Barilla ­ fa parte della storia della nostra impresa. Lo abbiamo ereditato dal nonno e da nostro padre: erano molto attenti ai bisogni delle persone e del territorio. Siamo molto orgogliosi anche dell'adesione entusiasta dei nostri dipendenti. Continueremo a portare avanti i nostri progetti, compreso il sostegno alla comunità di don Paolo a Baranzate, nel Milanese, che coinvolge 54 etnie. Il nostro scopo è di operare il bene in maniera efficace, in modo da renderlo un modello apprezzabile e da imitare, così da poter arricchire il Paese».

 

(Fonte: isinsardegna.it)